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Inceneritore – IREN: il salotto buono della Parma ad effetti speciali

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Per cosa è famosa Parma? Per Verdi, per il grana e il prosciutto. Per Maria Luigia……….per l’inceneritore  e adesso forse anche  per Fedez. Parma è anche famosa per le sue vicissitudine politiche. La prima tangentopoli italiana è esplosa a Parma (1975: scandalo edilizio) molto prima della stagione di  Mani Pulite.

http://la-parma-di-gio-parma.blogautore.repubblica.it/2013/11/23/la-lenzuolata-e-dintorni/

Una <lenzuolata> di verità che andò a sgretolare gli assetti di potere post Liberazione, portando Parma a diventare un instabile <laboratorio politico> di interesse nazionale. E così si arrivò alla sperimentazione (1985)  del pentapartito con il Pci all’opposizione. Quindi, la svolta civica dell’ex Dc  Ubaldi (1998-2007) e il successo del centrodestra con sdoganamenti connessi.  Poi l’incantesimo berlusconiano si frantumò (2011) e si deteriorano le sante alleanze con la borghesia locale.  E il <laboratorio politico> parmigiano  venne sconquassato (2012)  dal  grillismo.  Nel giugno del 2017, l’acrobatica politica parmigiana riconferma Federico Pizzarotti  nel frattempo non più MonvimentoCinqueStelle. Anzi forte leader di un nuovissimo civismo (Effetto Parma)  che piace anche oltre i confini ducali. Piace a sinistra (alcuni valori fondamentali sono condivisi) e  al centro, non dispiace  a chi guarda soprattutto ai movimenti di Borsa e a chi investe in start-up. Temuto da Grillo e Casaleggio, Pizzarotti dirige ora una squadra giovane e in movimento.

E dove si incontrano le affinità elettive parmigiane di oggi? Per l’era ubaldiana c’erano Palazzo Soragna e il Vescovado, oggi le convergenze parallele convogliano in direzione IREN. Il nemico numero uno dei grillini è diventato  dunque il salotto buono della Parma ad effetti speciali.

I consiglieri di <Parma Protagonista> (Agnetti, Eramo, Scarpa)  e il capogruppo  di <Parma Unita>  (Pezzuto) hanno rilevato l’incongruenza tra il ruolo della multiutility quotata in Borsa e la sponsorizzazione della stessa IREN  per l’ultimo concerto di Capodanno. Invece, <IREN informa magazine>  si vantava: <Anche quest’anno IREN sostiene attivamente le iniziative per coloro che in Emilia vorranno attendere la mezzanotte a suon di musica>. Ma al <bancomat del consenso>  hanno avuto accesso solo Reggio e Parma. Infatti, Piacenza   si è lamentata per l’esclusione: <Ma siamo figli di un Dio minore?>, ha esclamato il capogruppo di <Liberi>. Il sindaco Patrizia Barbieri prende atto delle galanterie di IREN (<Ognuno ha le proprie priorità. Parma ha puntato su Fedez, noi ad IREN avevamo chiesto un aiuto per un asilo>)  e rimanda  la resa dei conti al  Consiglio di amministrazione.

Ma, cari cugini  piacentini, state attenti poiché IREN vede e provvede solo dove ci guadagna. E l’inceneritore di Ugozzolo è l’eterno tesoro. Più brucia, più rende. Più incassa, più IREN vola nelle nuvole dell’alta finanza. Quasi a sparire rispetto al popolo che vive rasoterra. Cioè, noi cittadini-sudditi di IREN.

Inviterei i consiglieri parmigiani di opposizione a riformulare le interrogazioni prendendo sì spunto dalla sponsorizzazione di Fedez, ma allargherei la discussione ad una verifica semplice semplice: qual è il voto che i cittadini di Parma danno a IREN?

Il mio è zero. Non certo per chi ci lavora. Soprattutto per quelli che si sporcano ancora le mani montando e rimontando tubi. Certamente voto alto per quelli di Ireti e quelli del servizio emergenze. Poi ogni tanto sento tra loro scandire anche  slang in parmigiano e mi metto subito in armonia. Il problema non è nelle braccia ma nella governance che gravita in una galassia lontana anni luce dai cittadini.

Con quale criterio  il Comune di Parma ha scelto il proprio rappresentante nel  Consiglio di amministrazione di IREN? Con quale mandato? Cosa fa per Parma, il rappresentante di Parma? E’ un rappresentante tecnico o politico?

Completare il puzzle per avere una prima mappatura dei rapporti che si sono ridefiniti sulla tavola rotonda di IREN: il graduale avvicinamento tra gli ex grillini, i poteri ducali (industria – edilizia – nuova imprenditoria) e   il Pd (ex Pci) bolognese-modenese. In gioco c’è anche l’aeroporto Verdi.

Perché Scarpa ha perso le elezioni ancora prima dell’ultimo sprint? Provate a risolvere il rebus precedente e avrete la soluzione.

Repubblica Parma ci aiuta a capire come vanno le cose tra Parma e IREN: <Il camino di Ugozzolo  da gennaio a giugno 2017 ha bruciato 65mila361 tonnellate di rifiuti solidi urbani. Tradotto in euro: 430mila versati da IREN nelle casse del Comune alla voce oneri di compensazione. Il prossimo assegno sarà staccato a consuntivo, a cui si aggiungerà un altro bonifico per i rifiuti speciali 2017>. Probabilmente il Comune di Parma riceverà anche un premio per i rifiuti che stanno per arrivare da Roma.

Alla regia di questa operazione c’è la Regione Emilia Romagna con il presidente Bonaccini alla consolle. E proprio partendo da Bologna, sul tavolo rotondo di IREN si sta tentando un intervento politico  di ingegneria genetica in vista delle elezioni politiche di marzo: salvare quello che resta del centrosinistra a Parma attraverso una forte iniezione di voti provenienti  da Effetto Parma. La lista Bonino  sta cercando di costruire un ponticello per tentare questo salvataggio. Vedremo.

Torniamo alla nostra non-amata IREN. I soldi destinati al concerto di Capodanno, io li avrei investiti in <buoni>  a favore di chi fa davvero fatica a pagare le bollette di IREN. Ma come dice il sindaco di Piacenza <ognuno ha le proprie partite strategiche>.

Dove il Grande Affare dei Rifiuti  si traduce in una reale riduzione delle tariffe? A me i conti non tornano: più mi arrabatto a selezionare carta e plastica, più vedo aumentare le spese a favore di IREN.

(Quanto prendono i consiglieri di amministrazione e i manager di IREN?).

Anche la nuova colata di centri commerciali, messa sulla rampa di lancio dalla giunta Pizzarotti, sarà un affare per IREN. Più scarti, più rifiuti, più inceneritore, più guadagni. Ma dove sono finiti quelli della decrescita felice?

Poi sulla raccolta  dei rifiuti non sarei così entusiasta nel credere (o far credere) che Parma tocca l’80% di differenziata. Poiché, fino a quando l’industria non produrrà meno potenziali scarti, con una  merceologia sempre più ridotta e facilmente rintracciabile, difficilmente si darà vita ad un vero (e salutare) Borsino del Recupero. Prima di sensibilizzare il virtuosismo civico, bisognerebbe ottenere un cambio dei cicli produttivi dell’industria. Poi tutti insieme andiamo ad investire  in Piazza Affari. Perché ci può andare solo IREN? Perché chi pretende i nostri soldi ed è nata grazie ai nostri soldi non ci chiama a incassare qualche dividendo?

Comunque, IREN, per noi cittadini, è un pianeta che merita di essere esplorato. I consiglieri di opposizione potrebbero sollecitare la convocazione di un Consiglio comunale monografico su <Iren e i cittadini>  e vedere l’effetto che fa.

I tempi del  <Dies IREN> grillino non sono finiti.

Pensèmmogh su

 

 

 

 

 

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