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Ma Parma ce l’ha l’X Factor antifascista?

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Attenti e scrupolosi. Pronti ad intervenire ad ogni stormir di saluto romano. Non la fanno passar liscia. Anche  qualsiasi equivoco sottotraccia viene censurato.  Ad esempio, il vice sindaco Marco Bosi (Consiglio comunale del 19 dicembre) ha voluto a tutti i costi replicare a Maurizio Campari (Lega Nord) che aveva criticato  un recente corteo antifascista nell’Oltretorrente. Nonostante il tempo concesso a questa comunicazione fosse già stato  ampiamente superato, Bosi  ha <forzato> il divieto del presidente Tassi Carboni e ha detto: <A Parma il valore dell’antifascismo resta sempre valido, poiché costituisce il fondamento della nostra democrazia>. Punto.

Pochi giorni prima, nel corso dell’interessantissimo convegno sulla Parma romana al Palazzo del Governatore, l’assessore Michele Alinovi è intervenuto parlando del passato e del futuro urbanistico della nostra città. Un intervento tecnico-politico, nel corso del quale l’architetto Alinovi non ha mancato di fissare queste coordinate: <Il 25 Aprile, giorno della Liberazione, fa parte del patrimonio della città>.

La consigliera Nadia Buetto (il 4 gennaio scorso alla Cgil per il libro di Marco Severo sui parmigiani antifascisti  in Spagna) ha ricordato l’intervento  di Bosi in Consiglio comunale e ha ribadito che <Parma è antifascista e dovrà esserlo anche per i prossimi mille anni. L’antifascismo deve essere vissuto, insegnato e tramandato>.

I militanti di <Effetto Parma> stanno dunque sempre in campana. Forse più di tanti antifascisti sbadiglioni che dandolo per scontato, e comunque non attenti alla gramigna neofascista, vivono solo di ricordi. E i rituali della memoria diventano un palliativo periodico della buona coscienza dormiente.

Comunque, lo stesso sindaco Federico Pizzarotti è stato chiarissimo: <Nessuna manifestazione di Casapound può essere vista positivamente a Parma e in Italia. Casapound è un’organizzazione palesemente e dichiaratamente fascista, parla alla pancia delle persone, soffia sul fuoco dell’esclusione, del razzismo, della rabbia>. Pizzarotti ha voluto far sapere (nel settembre dello scorso anno)  cosa ne pensa sul rigurgito fascista, alla vigilia di una fiaccolata contro gli spacciatori che hanno mercato (c’è chi offre e chi compra) tra San Leonardo e la Ferrovia.  E il Pd ha apprezzato l’intervento del sindaco.

Ma questa manifestazione è stata messa su strada senza bandiere di Casapound per evitare fraintendimenti.  Quindi una dimostrazione pubblica senza croci celtiche? Sì, c’era  anche uno sperduto stendardo CinqueStelle. Cosi più o meno si è  svolta la  sfilata, comunque decisamente di destra. Ma ad applaudire c’erano anche personaggi che appartengono o appartenevano  alla ultradestra di Parma. La Parma della strategia della tensione.  Una coincidenza? C’è sempre un gran viavai in stazione, quindi sarà stato un caso….

Il sindaco Pizzarotti è tornato  in argomento pochi giorni fa  a causa di un paio di incursioni fasciste a Parma: <Qui non si tratta solo di idioti che degradano e sporcano la nostra città. Si tratta di idioti senza civiltà che si rifanno all’ideologia fascista>. E nel discorso  di Sant’Ilario ha messo in allerta i parmigiani per quell’<inquietante passato> che di fatto inibisce il progresso della nostra comunità.

La Cgil,  in occasione (4/5 gennaio) delle cerimonie in memoria di Guido Picelli,  ha organizzato un <Inizio d’anno antifascista>. Ce n’era bisogno?

Massimo Bussandri,  segretario generale della Cgil Parma, l’ha scandita così: <Abbiamo chiamato così queste due giornate dedicate a Picelli poiché c’è sempre più bisogno di ribadire che essere democratici vuol dire essere antifascisti. A Parma e nel mondo. Bisogna intervenire per fermare il ritorno di una baldanza neofascista che ha alleanze internazionali e che sfrutta l’insicurezza  sociale. Sono necessarie anche azioni culturali: abbiamo bisogno di esercitare ogni giorno la memoria antifascista>.

Per Alberto Bonora (presidente Aicvas),  presente in Piazzale Picelli, <è anche colpa della sinistra che ha lasciato crescere il neofascismo e non ha provveduto a rafforzare la democrazia anche durante la forte crisi economica  di questi ultimi anni>.

Aldo Montermini (presidente Anpi) ha parlato di una <galassia nera> che avanza: <Bisogna alzare il livello d’allarme. Mai più fascismi dovrebbe essere il messaggio del fronte antifascista unitario>.

Detto questo, cosa fare?  Certamente, come scrisse Ennio Flaiano, non possiamo attendere che <il fascismo possa essere curato con la psicoanalisi>. D’altro canto, le belle frasi partigiane scivolano via di cerimonia in cerimonia. Lasciano poco poco.

Parma (Città decorata al valor militare per la guerra di Liberazione) è  storicamente antifascista (dai Liberali al Pci) ma se non si  continua ad attualizzare  la memoria antifascista c’è il rischio che la polvere dell’oblio copra il tutto. E gli sdoganamenti prendano il sopravvento. Serve dunque una narrazione attraente e continuativa che coinvolga l’intero assetto sociale, vecchi e nuovi parmigiani compresi che  molte volte di antifascismo ne  conoscono e  ne scandiscono proprio  poco.

Ad esempio, chi passa da Viale Osacca sa che non esiste nessun Signor Osacca? L’intitolazione ricorda il luogo della  battaglia vinta contro i fascisti nel Natale del 1943. E chi è il Pablo della piazza omonima? Quando si passeggia in Piazza Garibaldi è mai caduto l’occhio su quella lapide che rende omaggio a sette martiri trucidati nel settembre del 1944. E via Martiri di Cassio dove ci porta? Una bellissima gita da fare in Valbaganza. Un trekking antifascista di primavere.

Io, un’idea ce l’ho. Dedicare ogni mese dell’anno, e di quartiere in quartiere, a un avvenimento preciso, con  un appuntamento che spieghi e rispieghi l’antifascismo. Un dibattito, una mostra, una rassegna di libri e film,  un pranzo e una cena, una festa, una passeggiata, un incontro per grandi-e-piccini dedicato all’antifascismo di ieri di oggi. A Parma, in Italia e nel mondo.

Insomma un qualcosa che scandisca il tempo di Parma con un orologio antifascista.

Eventi che raccontino l’antifascismo con ritmo. E con una lucidità  intellettuale  che possa oggi aiutare a leggere e rileggere l’antifascismo sfrondandolo di luoghi comuni, sgombrarlo delle muffe che coprono glorie non sempre così gloriose. Insomma, far vivere l’antifascismo a tutta Parma. Come un’azione quotidiana di salvaguardia della democrazia. Un esserci nella storia.

E per finire, perché  Parma  non si inventa un vero e proprio Festival della Resistenza? O delle Resistenze. Del Partigiano. Delle Libertà. Il  Festival Bella Ciao: biennale e internazionale con tanto di musica per la città della musica.

In un colpo solo Parma si  potrebbe impadronire dei contenuti  di tutti i Festival che starnazzano dentro e fuori il  Paese del Melodramma: dalla letteratura  alla filosofia, dal diritto alla mente. Per far questo  però  ci vuole un intelletto antifascista.

Ma Parma ce l’ha l’X Factor antifascista?

Pensèmmogh su

 

8 commenti

  1. Io non so quali siano le migliori iniziative antifasciste da mettere in campo. Sicuramente le tue hanno il pregio dell’originalità e sono localmente radicate, mentre quelle attualmente in uso sono format bolsi e obsoleti, musica da ascensore. So però che il neofascismo cresce da quando la sinistra ha smesso di dire, ma soprattutto di fare, cose di sinistra. Sia al governo sia nelle amministrazioni locali. E ha rivelato che i suoi rappresentanti sono solo affaristi, come gli altri. Cinghie di trasmissione del clan delle cooperative e degli industriali «democratici» e (perché no?), antifascisti. La degenerazione dell’antifascismo ha pure una sua rappresentazione simbolica. Dal partigiano di piazzale della Pace al plastico sgorbio in apertura del tuo pezzo c’è una voragine. E, per favore, non si invochi la libertà espressiva. Quel monumento è solo ripugnante e chi ne ha permesso l’installazione non ha senso estetico. Come minimo. Magari è antifascista, ma questo non lo ha aiutato.

  2. Perfetto. Vediamo se rileggendo il ’68 (ti leggo) viene fuori un’altra storia rispetto…ai format bolsi e obsoleti,
    Ci vediamo in FB

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