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Reportage

Il SESSANTOTTO PARMIGIANO: ANCHE LA CATTEDRALE DI PARMA VENNE OCCUPATA ERA IL 14 SETTEMBRE 1968

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Il vento del rinnovamento animato dal  Concilio Vaticano II si intrecciò con la bufera del Sessantotto e proprio a Parma diventò un unico uragano. Infatti, esattamente cinquant’anni fa (alle 17 del 14 settembre 1968) il gruppo dei <Protagonisti>, formatosi nella parrocchia periferica di piazzale Pablo, decise di occupare la Cattedrale. L’occasione di portare la parola del popolo nel Duomo fu abbinata alla convocazione di un’assemblea permanente sulla povertà.

Negli stessi mesi del 1968, lassù a Lagrimone, un gruppo di suore clarisse si incamminò verso quel <loghetto> (così vengono chiamati i luoghi di preghiera negli scritti di San Francesco) che è poi diventato un monastero, una Chiesa povera per i poveri: <In un certo senso, anche noi abbiamo fatto il ’68. Qualcuno ci ha perfino definito le sessantottine che hanno fatto la rivoluzione>, disse qualche anno fa la badessa.

Le suore scelsero la preghiera <rivoluzionaria> nel silenzio della clausura, invece i giovani di don Pino Setti parteciparono alla messa beat in Santa Maria della Pace. E in quel periodo il complesso  dei parmigianissimi <Corvi> cantava <Sono un ragazzo di strada>.

L’occupazione della Cattedrale fu l’evento più clamoroso del Sessantotto parmigiano. Una sfida dirompente che attirò l’attenzione dei media internazionali. Altri cattolici del dissenso a Firenze, seguendo don Enzo Mazzi, intrapresero l’apostolato sociale  simile a quello messo in pratica dai <Protagonisti> di Parma anche nel 1969.

In questi giorni  del 2018 il lungo Sessantotto parmigiano è narrato con una mostra di fotografie (Galleria Finisterre, vicolo del Medio Evo) e domenica 23 settembre il <Centro studi movimenti> accompagnerà i parmigiani a ripercorrere le strade e i luoghi del Sessantotto made in Parma. Per fine settembre, alla Corale Verdi, è annunciato un dibattito su  quella stagione tormentosa. Altre iniziative e confronti sono previsti per la fine di ottobre e poi nei mesi successivi. E non è finita: il 2019 coincide con i cinquant’anni della lunghissima occupazione della fabbrica Salamini. E su quest’altro particolarissimo <caso Parma> ho scritto un libro. Vi annuncio che dalla fine di questo mese di settembre pubblicherò sul www.chiccocoriniblog.it alcuni stralci che raccontano di come un colosso industriale deflagrò poco dopo l’accelerata fondazione  sulla scia del boom economico. E le tute blu di allora fecero barricate per affermare il diritto al lavoro.

Tutto questo e altro  (occupazione dell’Ateneo e poi del manicomio di Colorno) è stato il Sessantotto parmigiano.

Intanto, spulciando nell’archivio personale di Donato Troiano, pubblico  sul mio blog  una serie di volantini relativi all’occupazione del Duomo e due particolari reportage, ovvero: <Dissenso nella Cattedrale>,  così titolò <Vie Nuove> e  <Gesù prendi il fucile> che fu invece la provocazione di   <Men>, il celebre settimanale per soli uomini che allora si occupava anche di quella società in trasformazione (dalla Chiesa alla fabbrica, dalla famiglia alla scuola-università) che surfò sull’onda dei favolosi anni ’60, densi, tra musica e mode, di speranze e delusioni.

Buona lettura

 

 

ù

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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