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ASPETTANDO IL FESTIVAL DEL LUPO AD ALBARETO: INTERVISTA ALL’UOMO CHE SUSSURRA AI LUPI

12 lupo cielo azzurro

 

Ma è vero, come pubblicizza in TV la Brondi  (https://www.youtube.com/watch?v=jGLTO9VOHaY), che <il lupo è diventato bravo>. E Cappuccetto Rosso rassicura tutte le nonnine che non saranno più le prede preferite del Lupus in fabula?

<E la favola continua con tutte le controindicazioni nell’immaginario collettivo dove le balle diventano valanghe che travolgono le verità. Con le fake news l’intera autenticità della natura viene piallata. Adesso, poi, ci sono anche gli spot che insinuano confusione nella confusione. Ma se mi chiedi se il lupo è pericoloso, la mia risposta è che può esserlo così come può esserlo qualsiasi altro animale, sia selvatico che domestico. Quindi, in questo senso, non potrei mai affermare: “Il lupo non può essere pericoloso”. In Italia ogni anno muoiono una ventina di persone per punture di insetto, in media ci sono 4 casi di persone uccise da un bovino. I cani sono causa mediamente di due aggressioni letali l’anno e 70.000 sono i ricoveri, sempre dovuti ad aggressioni da cani. Il lupo negli ultimi 200 anni non ha mai morso nessuno. Quindi, bisogna avere più paura di un lupo, di un cane o di una vespa? Detto questo, ribadisco che il lupo è un animale che ha paura dell’uomo e, se lo vede, di conseguenza, fugge. Ma è sempre un predatore e quindi bisogna prendere le giuste precauzioni>.

Chi parla è Daniele Ecotti, agricoltore e presidente dell’associazione di promozione sociale <Io non ho paura del lupo>. Cinquantenne, nato e cresciuto a Milano da dove però, all’età di 21 anni, è <scappato> per scelta, puntando dritto sull’Appennino e lì viverci di quello che la terra poteva offrirgli. Dall’Appennino piacentino dove allevava bovini al pascolo per la produzione di formaggi a latte crudo, nel 2010 Ecotti si è trasferito in Valtaro.

Ma è facile incontrare un lupo?

<È molto difficile riuscire ad avvistare dei lupi. Sono animali che temono molto l’uomo, dai sensi acutissimi e molto mimetici, quasi dei fantasmi. In 3 anni di tentativi di avvistamenti le volte che sono riuscito a vederli si contano sulle dita di una mano, mentre loro chissà quante volte mi avranno osservato senza che io me ne rendessi conto>.

<Io non ho paura del lupo> è un’associazione di volontari nata nel 2016 e formata da abitanti e lavoratori della montagna, cittadini, appassionati e professionisti della natura, con lo scopo di favorire la conservazione e la convivenza tra fauna e le attività umane. <Io no ho paura del lupo> conduce progetti di monitoraggio del lupo in Appennino e sulle Alpi, attraverso metodi di campionamento non invasivi.
Coltiva una piattaforma social   con oltre 30.000 followers, pubblicando quotidianamente materiale informativo, fornendo spunti di riflessione e aprendo la discussione sugli ecosistemi. E dopo vari workshop dedicati al re delle nostre montagne, <Io non ho paura del lupo> si prepara ad alzare il sipario del primo Festival dedicato ad una <specie davvero speciale> che rientra nella filosofia della Carta di Parma per la cultura degli animali.

Il Festival (conferenza, dibattiti, film, libri, laboratori per grandi e piccini) si sviluppa all’interno di un progetto più ampio con l’ambizione di definire lo skyline socio-culturale-economico di <Un’altra montagna>. E il lupo, come tutte le altre risorse dell’Appennino (umani compresi), deve essere considerato un’opportunità per una nuova tutela e nuovo sviluppo condiviso del territorio.

Ma per attuare questa svolta copernicana, bisogna rivoluzionare il paradigma predatorio dove predominano solo lo sfruttamento della risorsa natura, insieme a paure create ad arte e razzismo nei confronti dell’altro (il lupo è di fatto un migrante).

Infatti, nell’era geologica dell’Antropocene in ballo non c’è solo la vita del lupo poiché, se non alleggeriamo l’impronta ecologica dell’uomo, anche gli affari umanoidi crollano: i mutamenti climatici sono anche terremoti economici. Quindi, bisognerebbe invertire la rotta e viene da gridare: <Più boschi per tutti. Per noi e per il lupo>.

<Un’altra montagna> è possibile?  La domanda è al centro del Festival che si terrà ad Albareto il 16 e 17 marzo. Ecco il programma: http://www.iononhopauradellupo.it/festival/

Daniele Ecotti è un grande esperto di videotrappole: sa come funzionano, come e dove sistemarle, e sa soprattutto <leggere> le riprese che narrano il passaggio di vari abitanti della natura.

Ad ogni lupo, ad ogni famiglia di lupi che Daniele è riuscito a <catturare> viene fatta la carta d’identità: nome (da Codino a Sottiletta), areale di residenza, stato civile, e altri segni particolari che servono per capire tante cose per tutelare il lupo e anche per proteggere l’umano. Un censimento che diventa uno spettacolo della natura su vari palcoscenici. Come quello del Parco Regionale del Taro che vede come protagonisti le <piccole pesti> nate lo scorso anno https://www.youtube.com/watch?v=6ZTZbWzJeuI.

Rispetto alle tante <catture> di lupi che continui a immortalare per il web, mi incantano quelle che hai potuto fare con la macchina fotografica, poiché li hai visti a distanza ravvicinata. Un incontro davvero esclusivo. Ma tu sei <l’uomo che sussurra ai lupi>?

<Sono mosso da una grande passione e dalla curiosità necessaria per conoscere e quindi per comprendere. Il lupo è un animale che mi ha sempre affascinato, è molto elusivo, schivo, riesce a stupire ed è difficile da studiare. Inoltre, fra le motivazioni principali che mi hanno spinto a fare attività con l’associazione, sono i continui attacchi mediatici nei confronti dei lupi che riportano notizie scorrette. Il nome dell’associazione <Io non ho paura del lupo> è provocatorio: non bisogna avere paura quando le paure sono infondate. Bisogna essere informati e consapevoli, fermo restando che ciascuno è libero di avere la propria opinione, ma conoscendo la realtà delle cose>.

 Sapere, ad esempio, annusare la fatta di un lupo….

<Sì, serve anche questo sforzo di naso per arrivare alla verità. Per sapere se in una certa zona è davvero passato un lupo bisogna osservare e valutare urine e feci, anche col naso. Per i nostri soci organizziamo campi didattici che durano 2 o 3 giorni durante i quali facciamo approfondimenti anche sui daini e sui cervi… non ci limitiamo, quindi, unicamente al lupo>.

La risorsa natura, il patrimonio natura che è un tesoro di tutti, è sempre di più a rischio di devastazioni.  Ma secondo te, chi sono oggi i veri predatori?

<I veri predatori sono tutti quelli che si dimenticano, o fanno finta di dimenticarsi, che anche noi umani facciamo parte del patrimonio natura esattamente come qualsiasi altro essere vivente. Forse non si rendono conto che se distruggiamo la natura, distruggiamo anche noi stessi>.

Dopo secoli di sterminio, l’homo sapiens ha inserito (anni ’70 del secolo scorso) il lupo nelle specie protette. È stata fatta una scelta sociale, una scelta politica, quindi una scelta legislativa. Adesso c’è chi sollecita una nuova stagione di massacri, e forse il partito delle doppiette è quello più rappresentato al governo. <L’uomo che sussurra ai lupi>, cosa ne pensa?

<Ritengo che i conflitti sociali a causa della presenza del lupo si debbano risolvere non con prelievi sulla specie, che come dimostrato da diversi studi non sono efficaci a ridurre l’impatto sulle attività umane, ma investendo per davvero in prevenzione e tutela delle categorie maggiormente a rischio e con tanta ma tanta buona informazione che restituisca al lupo la sua immagine reale. Purtroppo assistiamo ormai quotidianamente a strumentalizzazioni e manipolazioni di notizie che riguardano il lupo atte esclusivamente ad alimentare paure ed acuire i conflitti, il tutto per accaparrarsi voti o vendere più giornali. L’unica cosa sensata da fare sarebbe quella di mettere tutti nelle condizioni pratiche e culturali di accettare il ritorno naturale del lupo, comprenderne l’importanza ecologica e quindi imparare a conviverci, ma purtroppo mancano le volontà politiche di agire con buon senso>.

Comunque, io mi metto già in cammino per il Festival di metà marzo parafrasando un aforisma scritto da Fabrizio Caramagna: <Tutti conosciamo la versione di Cappuccetto Rosso, ma nessuno conosce quella del lupo. Forse ci parlerebbe della sua famiglia e di orgoglio, di lune favolose, di boschi e ruscelli. Purtroppo anche di quelle foreste cancellate dagli uomini. E se all’homo homini lupus gli parli di biodiversità non senti più l’ululato dei lupi ma l’assordante rumore dei motori dei bulldozer>.

Avanti lupo alla riscossa.