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GLI INUTILI MONOPATTINI ELETTRICI IN CITTA’ E IL LUNA PARK DELLA POLITICA

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E’ ufficialmente partita la rivoluzione della micromobilità sostenibile>, annunciava nel marzo scorso, ormai in piena quarantena,  l’ex ministro grillino Danilo Toninelli leggendo orgogliosamente le norme, inserite nel decreto Milleproroghe, relative all’uso dei monopattini elettrici nelle città. Di micromobilità sostenibile ne vanno fieri anche a Parma quelli della giunta post-grillina e in particolare Tiziana Benassi, assessore alle politiche ambientali: <E’ molto importante dare alle persone alternative valide per un trasporto pubblico flessibile, dinamico e alla portata di tutti, Questo ci permetterà inoltre di contenere la congestione del traffico ed il livello di inquinamento dell’aria che respiriamo ogni giorno>. Quindi, via libera  al  servizio a noleggio che ha già ben tre gestori a Parma con un parco-macchine di 900 monopattini. Piombati sulle strade all’inizio di settembre come tanti piccoli e colorati ufo, ma non spassosi come lo possono essere, invece, i grilli del Parco Ducale. Ma questi monopattini dell’avvenire servono davvero per dare più fluidità nel far west del traffico e  a rendere meno inquinata la vita in città?

A quasi un mese dalla loro apparizione a Parma, io non vedo nemmeno una briciola di miglioramento nella mobilità urbana. Noto, invece, un amplificarsi della sindrome di Peter Pan tra adulti e giovani in crescita che attivando il gingillo elettronico di un’APP  si trovano tra le mani e i piedi il trastullo dei loro sogni. Che ci sia qualcosa di anomalo nella messa su strada di questi mezzi silenziosi, l’hanno evidenziato i grillini di Cesena attaccando l’assessore all’ambiente, Francesca Lucchi del Pd: <Sono bastati pochi giorni dalla presentazione dei monopattini e ci si è accorti della loro estrema pericolosità. I più lo utilizzano senza alcun rispetto delle regole, ma passano in secondo piano perché il giocattolo è divertente e fa smart, e allora giocattoli per tutti…Si poteva prevedere facilmente che ragazzi e ragazzini (anche adulti in verità) avrebbero interpretato lo strumento come un gioco da Luna Park>.

Situazione diversa a Parma? Non credo. Anche da noi alla nuova micromobilità manca solo l’altoparlante che grida: <Prendi il codino. Un altro giro, un altro  regalo>.

Il problema però non è solo sull’uso distorto dei monopattini. L’assurdo è proprio in quel Luna Park della politica che ha caratterizzato le amministrazioni comunali di sempre a Parma. Un governare miope e presbite che ha remato contro l’urgenza di una sana svolta ecologica. Un cambio di marcia che è stato sviato dall’ossessione per la grandeur  di petite capitale, dove il mondo inizia e finisce in Piazza Garibaldi, a colpi di rotonde e colate di cemento. E di auto inquinanti dappertutto.

Che l’attuale assessorato alle politiche ambientali vada a concludere il proprio mandato con la giostra dei monopattini, la dice lunga sulla marginalità, ricamata dal governo Pizzarotti e dai piccoli poteri della parmigianite acuta, nella quale ha operato Tiziana Benassi.


Quando mai l’assessore all’ambiente ha detto qualcosa di veramente ecologico o pennellato di veramente verde un atto comunale?

Cosa ha proferito sul nuovo centro commerciale di Baganzola? Cosa ha fatto per potenziare davvero i percorsi ciclabili di città e dintorni, rendendoli competitivi e protetti senza dover chiamare società private a impadronirsi delle nostre strade e marciapiedi, guadagnandoci su con i monopattini? Ma lo sa che nel recente passato Parma era la capitale delle biciclette? Perché non ridare alle bici (preferibilmente con la dinamo per i fari, evitando lo spreco delle batterie) il ruolo primario della micromobilità urbana e lasciare i monopattini ai giostrai?

E dal punto di vista del benessere psico-fisico sono più terapeutici i monopattini o le biciclette e i diecimila passi al giorno?

Cosa ha votato per l’ampliamento dell’aeroporto? E cosa pensa  dei progetti per le  nuove casse di espansione sul Baganza e per  dighe in Appennino?
Della raccolta differenziata dei rifiuti è soddisfatta? E’ favorevole all’agognata fermata dell’alta velocità in Fiera o ci manda tutti là con i monopattini? Ha idee alternative, come quella di creare un servizio di metropolitane leggere utilizzando binari già esistenti? Anche per la Fiera? E l’ampliamento dell’isola pedonale è rinviato a data da destinarsi? Intanto, cosa dice l’assessora all’ambiente dell’invasione dei furgoni a petrolio per la varia-esagerata logistica dappertutto?

A quando  una vera rigenerazione  ambientale che dovrebbe vedere Parma al centro di una pianificazione che comprende la Bassa e l’Appennino per un bosco diffuso  contro il mutamento climatico e il benessere collettivo?

Insomma, le domande sarebbero tante. Ma, assessore, provi Lei, per una volta, a dire e fare qualcosa di veramente verde? Che dia, finalmente,  un senso al suo mandato.

Ad esempio, e chiudo, è sicura che i furgoni adibiti alla distribuzione e alla raccolta dei monopattini elettrici si muovano grazie a motori elettrici?